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INTRODUZIONE
Sono
passati dieci anni da quello che viene ricordato come “Il Giorno
del Giudizio”. Il
6 Giugno 1944, la storia dell’umanità, cambiò per sempre. In
molti credono che in quel giorno siano echeggiate le trombe dell’Apocalisse,
che gli uomini sopravvissuti stiano invano tentando di riportare
ordine sulla terra, senza sapere che presto saranno definitivamente
schiacciati. Oggi
siamo nel 1954: dieci anni fa, mentre infuriava la più feroce
delle guerre, i Morti si sono rialzati dalle loro tombe per divorare
i vivi e farne scempio. Molti
Stati non ebbero la forza di fronteggiare la violenza di quell’orrore
e caddero, davanti all’insensata fame, di quelli che una volta
erano esseri viventi. Tuttora solo pochi sopravvissuti resistono
in quelle desolate lande, dove la vita ha cambiato nome in incubo.
Queste terre, note come Terre Perdute, sono oramai deserti putrescenti,
dove sparuti gruppi di sopravvissuti, donne e uomini arditi o
sull’orlo della follia vivono alla giornata, in un territorio
dove anche solo trovare dell’acqua o dei viveri può costare la
vita, dove il suolo è graffiato dagli striscianti passi di orde
di Morti e di altre orrende creature vomitate dall’inferno. Altri
Stati, resi forti dalla decisione di leader pronti a tutto, hanno
avuto la forza di resistere, creando regimi totalitari dove i
cittadini vivono in una condizione molto lontana da quella che
si può chiamare un’esistenza felice. Il
Terzo Reich, arrogatosi la vittoria dal secondo conflitto mondiale,
ha preso il nome di IV Reich. In questi territori governati dal
regime nazista la vita è regolata da leggi ferree quanto crudeli
e la libertà personale è soltanto un sogno. Le città cinte da
mura sono nello stesso stato di dieci anni prima e niente sembra
essere cambiato; la vita scorre quasi ignara dell’orrore che
striscia fuori dai confini cittadini. Soldati della Gestapo pattugliano
le strade per mantenere l’ordine pubblico, instaurando un regime
di terrore e sofferenza, plotoni di feroci SS deportano sempre
più cittadini verso i Campi di Rieducazione, da dove nessuno
fa più ritorno, mentre nel nome di una nuova religione, sorta
dalle ceneri di quella cristiana, le chiese vengono profanate
e convertite in attesa del ritorno del nuovo Führer-Messia che
guiderà nuovamente il Reich alla conquista globale. Molti segreti
attendono celati tra la folla, nei palazzi di potere, nei boschi
selvaggi; fazioni avverse lottano in segreto per determinare
la caduta del regime, mentre creature d’incubo, protette e potenti,
esigono la carne dei cittadini tedeschi. In Italia, caduto il regime fascista,
si è imposta una rigida teocrazia governata da Papa Leone XIII,
cui è successo Papa Leone XIV. Questo nuovo stato ha riportato
la vita dei cittadini italiani al periodo medioevale: molti ritrovati
della tecnica moderna sono stati aboliti o vengono utilizzati
solo da pochi privilegiati, i territori italiani appaiono come
luoghi anacronistici, dove accanto a vecchie automobili, sfilano
processioni e roghi inquisitori, dove Templari in lucenti armature
si affiancano ai Cacciatori di Morti, reduci della guerra mondiale,
nella difesa della popolazione. Nello Stato Papale, il fervido
fanatismo religioso, ha portato a una feroce lotta alle eresie
e a tutto ciò che sia anti-papale. Intanto, nascoste negli angoli
più bui, non raggiunte dalla luce filtrata delle grandi navate
ecclesiastiche, si trascinano, contorcendosi, una miriade di
sette oscure e sinistre, luminose e terribili, influenti e immorali. L’Unione
Sovietica ha lasciato il posto all’Unione delle Città Socialiste
Sovietiche (Saius Sovietskich Gorodòv): una serie di enormi città di
metallo isolate dall’esterno dove ogni attività cittadina viene
controllata da Z.A.R., un terminale centrale, nuovo tiranno di
un totalitarismo tecnocratico, dove l’uomo è oramai reso schiavo
del proprio lavoro alle catene di montaggio. In queste orrende
città la vita scorre senza senso, in un paesaggio desolato e
alienante, dove ciò che è umano viene calpestato e ogni libertà distrutta
nel nome dell’uguaglianza. Dove i sogni e le speranze sono sopraffatti
dalla ronzante voce delle biomacchine, dove anche la carne non è più indispensabile
alla continuità dell’essere, dove l’uomo, per salvarsi la vita,
ha scelto di morire, sepolto nell’acciaio. Questo è il
mondo di “Sine Requie”. Il
futuro più buio che l’uomo potesse immaginare è divenuto la più mostruosa
delle realtà.
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